Questa creazione esplora la situazione degli stati, lo stato delle cose, lo stato fisico e emotivo.
Lo Stato come condizione entro cui il soggetto agisce e muore, sperimentando la mobilità dell’evento relazionale e rendendo visibile la resistenza come momento del potere.
E’ una riflessione sulle frontiere, sull’occupazione e sulle tracce. MARGINAL LAND è un viaggio tra luoghi dove l’accesso è vietato, dove spesso si superano i limiti e ci si ritrova dalla parte sbagliata. Dove la danza si libera di se stessa attraverso una doppia negazione e incontra lo spettatore-testimone, offrendo uno spazio aperto alla molteplicità e alla relazione.
MARGINAL LAND è un percorso lungo paradossali confini, alla ricerca di luoghi geografici politici e sociali.
Una corsa ai margini della bellezza in cui la perfezione della linea si sgretola velocemente nel movimento condiviso di un corpo, inteso come termine mobile del luogo e come insieme.