Fiant Umbrae

di e con Gemma Carbone e Francesco Collavino
in collaborazione con Paolo Nikli, Emanuele Lizzi
produzione Ba.Bau.Corp.
con il sostegno di a.ArtistiAssociati, Frilagret (SE),
Network Anticorpi

Quattordicesima intenzione

[…] non dico dunque che l’ombra allontana dalla luce, ma che

conduce alla luce,la quale, per quanto non sia verità,tuttavia

deriva dalla verità e porta alla verità;e perciò non devi credere

che in essa ci sia l’errore, ma il nascondiglio del vero.

Giordano Bruno

( Le ombre delle idee )

 

Questo primo studio si muove ai margini dell’ignoto.

La paura non viene raccontata, ma attraversata: una condizione che altera la percezione, espande il tempo, trasforma il corpo e il modo di abitare lo spazio.

Tra esposizione e sottrazione, presenza e sparizione, il lavoro si sviluppa come un campo di tensioni in cui ciò che è nascosto cerca una forma per emergere.

L’ignoto non è soltanto ciò che si trova davanti a noi, ma anche ciò che ci abita. Un territorio instabile, attraversato da possibilità e resistenze, da desideri e minacce.

In questo spazio di ombre il corpo negozia continuamente la propria posizione: avanzare o arretrare, mostrarsi o scomparire, superare il limite o arrendersi alla fuga.

Lo studio indaga quel momento di sospensione in cui la paura cessa di essere un ostacolo e diventa una forza capace di generare trasformazione. La scelta tra il superamento e la resa è la chiave di questo primo incontro.

L’insegnamento giunge solo a indicare la via e il viaggio;

ma la visione sarà di colui che avrà voluto vedere.

Plotino (Enneadi, VI, 9, 4)