K E Γ Λ I И

A choreographic performance for ice sculpture and human body

with Jessica Manente
ice sculpture Francesco Collavino
production Ba.Bau.Corp.

KEΓΛIИ (KELVIN) è una performance di lunga durata che si sviluppa nella relazione tra una scultura di ghiaccio e un corpo umano. In questo lavoro non si instaura una gerarchia di valori tra soggetto e oggetto, bensì si manifesta un rapporto bidirezionale tra gli elementi presenti sul palco.

La scultura di ghiaccio si muove incessantemente da uno stato all’altro, influenzando i movimenti del corpo umano con cui entra in contatto. Simultaneamente la temperatura corporea del performer scende pericolosamente, quasi avvicinandola a uno stato metaforico di morte, ma per mantenere l’azione non può allontanarsi, se non per riguadagnare calore attraverso il movimento.

È una coreografia di movimenti e azioni che scaturiscono da un autentico bisogno fisico, dove la danza riscopre la sua urgenza di esistere.

La coreografia si sviluppa proprio in questa dinamica, in cui non è possibile distinguere un’intenzione centrale, caratterizzando così la performance non tanto come un’esibizione, ma come un atto di resistenza.

On Process

La performance non rappresenta la fragilità o la resistenza, ma le rende tangibili, esponendo il corpo e la materia alla loro reciproca erosione. Questa relazione è un equilibrio tra resistenza e dissoluzione, un legame in cui il contatto è insieme desiderio e perdita.

La performance è un atto di reciprocità forzata, una relazione in cui il contatto non è neutro: consuma, modifica, altera entrambe le presenze in scena. Il corpo cede calore, il ghiaccio si dissolve. Nessuno resta intatto, nemmeno il pubblico.
Endurance performance

La durata non contiene l’azione, ma la genera. Nel tempo, il capitello di ghiaccio si consuma insieme al corpo. Il pubblico, nell’arco delle tre ore, non si limita a osservare un processo, ma ne condivide il regime di esposizione, entrando in un campo temporale e percettivo in cui si producono trasformazioni minime ma irreversibili. La performance si come condizione prolungata di attenzione e attraversamento, in cui l’opera non accade davanti a qualcuno, ma include progressivamente chi vi prende parte.


Posthuman choreography

La coroegrafia costituisce un ecosistema di azioni reciproche che superano la distinzione tra soggetto e oggetto, organismo e materia. Il movimento non è imposto, ma emerge dalle condizioni materiali della relazione.

Artificial Nature Agency

Una scultura di ghiaccio, materia naturale modellata nella forma di un capitello, principio di ordine e permanenza, che ne tradisce immediatamente la funzione. La materia non sostiene, ma cede, si modifica, si sottrae alla forma che la definisce. Ciò che appare stabile si rivela organismo temporaneo, sospeso tra costruzione e dissoluzione, tra la promessa della forma e la sua perdita.