CATASTROFE

di e con Francesco Collavino
interection visual designer Andrea Effe Rao
sound designer Giulia Tosi
produzione Ba.Bau.Corp.
co-produzione CSS Teatro stabile di innovazione del Friuli Venezia Giulia
con il sostegno di Workspace Ricerca X,
KOMM TANZ progetto residenze Compagnia Abbondanza Bertoni, Dialoghi residenze delle arti performative a Villa Manin, MOVIN UP PERFORMING ARTS, Carreau du Temple (FR)

“A COSA È NECESSARIO RINUNCIARE PER APRIRSI AD UN LINGUAGGIO DIVERSO?”

Questo progetto coreografico e visivo pone l’accento sul concetto di catastrofe intesa come evento deviante all’interno di un processo di traduzione. 

Lontano da ogni intento commemorativo o nostalgico, assume il terremoto del Friuli del 1976 come materiale di partenza per una riflessione sui processi di trasformazione, trasmissione e perdita di informazione.

In un momento storico, politico e culturale attraversato da trasformazioni profonde, riflettere sulla relazione tra perdita e creazione significa assumersi il carico delle macerie. 

Cosa resta di noi quando tutto crolla? 

Attraverso un processo di trasfigurazione e disallineamento, l’informazione diventa un organismo instabile, esposto alla deformazione, all’errore e alla perdita.

La perfezione dell’essere non rappresenta nulla se paragonata al mutamento della crisi. 

La crisi rappresenta il vero valore del contemporaneo.

Devianze

Il glitch è l’estetica della catastrofe.
Una deviazione che non rimanda a nulla, ma espone il processo nel suo farsi. Non è la traccia di un errore: è l’errore vivo, generativo, un momento incrontollabile in cui ogni cosa si stravolge.

Macerie

Catastrofe si declina anche in una serie di installazioni sviluppate in relazione ai luoghi che ospitano il progetto, mantenendo aperto il processo di ricerca e il dialogo con il contesto. Questa continua traduzione tra linguaggi e dispositivi offre al pubblico ulteriori chiavi di accesso al tema, rendendo visibili materiali, documenti e tracce del percorso di ricerca.

Festa

La serata si conclude con il DJ set dell’artista Giulia Tosi. Perché la catastrofe, prima ancora di essere un oggetto di analisi, è un evento: qualcosa di inaspettato che accade, che coinvolge i corpi e ridefinisce temporaneamente le relazioni tra persone, spazio e ambiente.

Questo video è stato presentato per la prima volta alla Lavanderia a Vapore di Torino attraverso uno schermo a tubo catodico, assumendo il dispositivo di visione come parte integrante dell’opera.